Archive for novembre, 2009

Venerdì 27 novembre c/o circolo operaio a Frisanco: Manu Toras Bank private B-Party!!!


2009
11.26

All’ultimo momento?

Eh sì!

IMG_0050 PSLa festa la facciamo al nostro caro socio Manu Toras! … il suo compleanno, ma un occasione per trovarci, quindi, cari soci, se riuscite a venir fin qua su, (non è poi così faticoso e difficile), venite che stiamo un pò insieme e Manu ci farà ascoltare le sue ultime produzioni musicali in anteprima (presto uscirà una sua importante produzione musicale in CD). Quindi, ASCOLTATE BENE, tutti i soci della nostra associazione culturale PropitQmò e gli AMICI di Manu Toras, sono invitati per far festa insieme … propitqmò!!!

Avremo, spero, anche l’occasione di illustrarvi i nostri progetti per il prossimo futuro.

Siete tutti invitati a: “Il funerale dell’acqua”


2009
11.13

Sabato 14 novembre

Udine piazza Lionello ore 17.00

manifestazione ideata in collaborazione con “Dodi&Monodi” che prevede la messa in scena del funerale dell’acqua guidata da Don Beliv, il noto personaggio impersonato anche durante i concerti.

Seguirà alle ore 18.00 sempre in Piazza Lionello la:
consegna delle firme raccolte per l’appello “SALVA L’ACQUA”

ai Parlamentari del Friuli Venezia Giulia alla quale parteciperanno anche Sindaci, Amministratori pubblici, Consiglieri oltre ai firmatari e alle organizzazioni che hanno diffuso l’appello.

Ti aspettiamo!

Per maggiori informazioni:

tel: + 39 0432 548886
e-mail: info@cevi.coop
web: www.cevi.coop

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Ce.V.I. – Centro di Volontariato Internazionale per la cooperazione allo sviluppo
Via Torino 77 – Paderno – 33100 UDINE – Tel ++39-0432-548.886 – Fax ++39-0432-486.929
e-mail: info@cevi.coop – skype: cevi-info – sito web: www.cevi.coop
C.F. 94014940301 – c/c postale n. 12003331
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Appello

Premio Nobel per la Pace 2010 alla Donna Africana

logo_noppawL’Africa cammina con i piedi delle donne. Abituate da sempre a fare i conti con la quotidianità della vita e con la sfida della sopravvivenza, ogni giorno centinaia di migliaia di donne africane percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Gran parte di loro fanno fino a 10-20 chilometri per portare l’acqua alla famiglia. Poi vanno, sempre a piedi, al mercato, dove, per tutta la giornata vendono quel po’ che hanno, per portare la sera a casa il necessario per nutrire i propri figli. Riproducendo così ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. Pullulano di donne i mercati delle città africane. In un arcobaleno di colori, dove insieme con i beni di scambio, si incontra la gioia di vivere e il calore della convivialità. Spesso sulle loro spalle i figli che ancora non camminano. Oppure attorno ad esse la corsa e il rumore dei bambini, la cui cura è completamente affidata a loro. A volte, anche se non sono loro figli. Perché nell’Africa delle guerre e delle malattie, le donne sanno accogliere, nella propria famiglia, i piccoli rimasti orfani.

Sono in maggioranza le donne a lavorare i campi in una terra che quasi mai appartiene a loro, solo perché donne. Ad esse che controllano il 70% della produzione agricola, che producono l”80% dei beni di consumo e assicurano il 90% della loro commercializzazione, è quasi sempre impedito di possedere un pezzo di terra.

Sono decine di migliaia le piccole imprese che le donne africane hanno organizzato attraverso il microcredito, in tutti i settori dell’economia: dall’agricoltura, al commercio, alla piccola industria. Sono migliaia, forse decine di migliaia, le organizzazioni di donne impegnate nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace. E sono le donne quelle che con più coerenza, assicurano, nell’Africa troppo spesso segnata dal malgoverno e dalla corruzione, la speranza del cambiamento e della democrazia.

Sono le donne africane che, in condizioni quasi impossibili a causa del maschilismo, della poligamia, del disinteresse o dell’assenza degli uomini, continuano a difendere e a nutrire la vita dei loro figli; a lottare contro le mutilazioni genitali, a curare i più deboli e indifesi.

Sono le donne africane che, di fronte alle prevaricazioni del potere, sanno alzarsi in piedi per difendere i diritti calpestati.

Dentro al dramma della guerra soffrono le pene dei padri, dei fratelli, dei mariti e dei figli votati al massacro. Si strappare bambine e bambini costretti a fare i soldati e ad ammazzare. Per loro poi, per i loro corpi e le loro persone, se vengono risparmiate dalla morte, spesso è pronta la peggiore delle violenze, che salva forse la vita, ma colpisce per sempre l’anima.

Le donne sono la spina dorsale che sorregge l’Africa. In tutti i settori della vita: dalla cura della casa e dell’infanzia, all’economia, alla politica, all’arte, alla cultura, all’impegno ambientale.

Per questo, in Africa, non è pensabile alcun futuro umano, senza la loro partecipazione attiva e responsabile. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun domani per l’Africa.

Certo è indiscutibile il progresso che le donne africane hanno compiuto nella vita politica, economica e culturale a tutti i livelli. Ma ciò non rappresenta che una goccia nell’oceano nella valorizzazione delle loro capacità e del loro impegno.

Per questo vogliamo lanciare una campagna internazionale. Perché sia formalmente e ufficialmente riconosciuto questo loro ruolo, troppo spesso dimenticato. In questo nostro mondo, segnato da una crisi che non è solo economica, ma anche umana, le donne africane, con il loro umile protagonismo, possono indicare un percorso nuovo per ricostruire su basi più giuste e più umane la convivenza. Possono divenire un investimento per il presente e il futuro non solo dell’Africa ma del mondo intero.

Sia la comunità internazionale a trovare le giuste forme, anche attraverso l’attribuzione alla Donna Africana del Premio Nobel per la pace nell’anno 2010, per far conoscere, valorizzare e proporre come esempio il suo impegno tanto importante per la crescita umana dell’Africa e del mondo.

IO AGEVOLO campagna a sostegno del Rototom SunSplash


2009
11.12
noi agevoliamo la libertà di pensiero e cultura per non agevolare la formazione della mentalità sottomessa

noi agevoliamo la libertà di pensiero e cultura per non agevolare la formazione della mentalità sottomessa

L’intolleranza fa male alla democrazia, la mancanza di rispetto e un gran segnale di ignoranza, se è questo

che ci siamo meritati allora è ora di dare un segno che noi non ci stiamo, e che se impongono il regime,

sappiano che avranno nuovamente la RESISTENZA!

http://www.rototomsunsplash.com/ioagevolo.phtml


“NON PROCESSATE BOB MARLEY” – ADESIONI

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Prima sono venuti a prendere gli zingari,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo zingari;
poi sono venuti a prendere gli ebrei,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei;
poi sono venuti a prendere i comunisti,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti;
poi sono venuti a prendere gli omosessuali,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali;
infine sono venuti a prendere noi,
e non c’era più nessuno capace di protestare.


(liberamente ispirato a una poesia di Martin Niemöller)

Scarica il flyer della manifestazione QUI.

Invia il tuo messaggio (scritto o video) a freedom@rototom.com

Chiuso il bar del Circolo Operaio dal 10 al 20 novembre per lavori


2009
11.10

lavori-in-corso

e speriamo di riuscire ad aprire per sabato sera! altrimenti sarà (si spera) per domenica 15.

SPIACENTI! non riusciamo ad aprire per sabato, e nemmeno per DOMENICA 15, ma quasi sicuramente per VENERDI’ 20 Novembre!

Circolo Operaio Frisanco – orario invernale 2009/2010 –


2009
11.02

orari_invernali