Archive for the ‘Artisti’ Category

FINE SETTIMANA FLAMENCO 26, 27 e 28 marzo 2010 a Frisanco


2010
03.12


Chiunque abbia avuto occasione di assistere ad uno spettacolo di Flamenco in uno dei tipici locali spagnoli “tablaos”, ne mantiene vivo per sempre il ricordo.
L’ambiente intimo e raccolto crea un’atmosfera suggestiva in cui il pubblico diventa parte dello spettacolo stesso.
Attraverso il “braceo” (movimento delle mani e delle braccia) e lo “zapateado”(sequenze ritmiche eseguite con i piedi), il “bailaor” o la “bailaora” danno vita al loro baile rigorosamente individuale, interagendo con i musicisti, emozionandosi ed emozionando.
Avremo inoltre il piacere di essere accompagnati e di ascoltare tre grandissimi musicisti, tre tra i professionisti più accreditati del panorama flamenco italiano.

Baile: Claudia Pozzan, Elisa Bendoni, Martina Cappella, Rosy Scandella,
Pamela Chiaranda, Silvia Melotti (allieva Chiara Guerra – VR)
con la partecipazione di Francesco Portoghesi e Curro El Bota
Direzione artistica e baile: Claudia Cappella
Cante e palmas Corrado Ponchiroli
Chitarra Antonio Porro
Flauto, palmas e cajon Giuliano Prada

Ingresso euro 10.
Si consiglia di acquistare
il biglietto in anticipo!
I posti sono limitati.
x Info Claudia Cappella
340/8377593
caiuzza@yahoo.it

FINE SETTIMANA FLAMENCO 26, 27 e 28 marzo 2010
Il gruppo “Luz y Sombra” dell’associazione Teatro-Maniago, in collaborazione con il comune di Frisanco e il Circolo operaio di Frisanco, organizza un fine settimana all’insegna del Flamenco!
Si parte vederdì sera con una lezione di baile tenuta da Corrado Ponchiroli. Corrado si forma come attore studiando sui metodi “Stanislavsky” e “Grotowski” al Teatro nucleo di Ferrara. Ha lavorato come attore professionista presso il centro di produzione di teatro per l’infanzia “Teatro delle Briciole” di Parma, vincendo il premio “Biglietto d’oro” con lo spettacolo “L’accalappiatopi” e il premio “Stregagatto” con lo spettacolo “ Lo Stralisco”. Come danzatore di diverse compagnie di flamenco si esibisce in numerosi festivals di danza, programmi televisivi della Rai e teatri italiani quali il Teatro Nazionale di Milano, Vignale Danza, Teatro Parioli di Roma, Todi Festival, Teatro Arena del Sole di Bologna, Teatro Greco di Taormina. In qualità di chitarrista e “cantaor” si forma collaborando per diversi anni con il rinomato chitarrista Juan Carmona, la “bailaora” Juana Calà e il “cantaor” Josè Salguero. Da Alcuni anni tiene corsi di propedeutica e laboratori di ricerca teatrale per il conseguimento di una drammatizzazione del flamenco.
Sabato sera presso la Sala del Circolo Operaio, recentemente ristrutturata, ci sarà la seconda edizione del Tablao Luz y Sombra, spettacolo di baile Flamenco con accompagnamento di musica dal vivo.
Chiunque abbia avuto occasione di assistere ad uno spettacolo in uno dei tipici locali spagnoli “tablaos”, ne mantiene vivo per sempre il ricordo. L’ambiente intimo e raccolto crea un’atmosfera suggestiva in cui il pubblico diventa parte dello spettacolo stesso.
Attraverso il “braceo” (movimento delle mani e delle braccia) e lo “zapateado” (sequenze ritmiche eseguite con i piedi), il “bailaor” o la “bailaora” danno vita al loro baile, interagendo con i musicisti, emozionandosi ed emozionando. Perfetta la sala del Circolo Operaio di Frisanco per ricreare questa magica atmosfera. Balleranno CLAUDIA POZZAN, ELISA BENDONI, MARTINA CAPPELLA, ROSY SCANDELLA, PAMELA CHIARANDA e SILVIA MELOTTI (Allieva CHIARA GUERRA – VR) con la partecipazione di FRANCESCO PORTOGHESI e CURRO “EL BOTA”
Baile e direzione artistica CLAUDIA CAPPELLA. Accompagneranno al cante y palmas CORRADO PONCHIROLI, alla chitarra ANTONIO PORRO e flauto, palmas y cajon GIULIANO PRADA.
Domenica mattina approfitteremo della presenza del Maestro Antonio Porro per un’interessante lezione di Flamencologia che si terrà presso la Sala Liberamente-Eventi a Maniago. Si tratta di un laboratorio teorico-pratico per conoscere il “baile” e la sua composizione attraverso l’analisi delle “letras” (strofe), dei diversi stili musicali, delle strutture che ne fanno parte (melodiche e ritmiche), nonché dei codici di comunicazione che da sempre contraddistinguono il flamenco nelle sue componenti: baile, cante, guitarra, percussione e “palmas” e che consentono l’improvvisazione.
Esercizi ed esempi dal vivo con chitarra. Incontro della durata di 3 ore dalle 10:00 alle 13:00.
Consigliato a “bailaores”, chitarristi e “cantaores” e a tutti gli interessati ad approfondire la conoscenza della musica flamenca.

Inaugurazione del Cantiere Brocante e presentazione del Festival Internazionale di Circo Contemporaneo della Valcolvera, Brocante 2010


2010
03.04

Ospiti della serata i due giocolieri
Giulio Lanzafame (Scuola Nazionale del Circo di Montreal)

Alessandro Maida (Scuola Superiore del Circo di Bruxelles)

che si esibiranno alle ore 18.30 e alle ore 20.30

presso la sala del Circolo Operaio di Frisanco – PN

venerdì 5 marzo 2010 18.00

Lo sguardo della poesia / OMAGGIO A TITO MANIACCO


2010
02.10

tito-con-falcettoTarcento
Lo sguardo della poesia / OMAGGIO A TITO MANIACCO

Giovedì 11 febbraio / ore 20.30
Auditorium delle Scuole elementari
Viale Matteotti, 56
Tarcento

Giovedì 11 febbraio, avremmo presentato
l’ultimo libro di Tito Maniacco, OLTRIS,
in occasione dell’iniziativa, curata da Pierluigi Cappello
con il Centro iniziative culturali di Tarcento,
Restare umani / Lo sguardo della poesia
incontri con i poeti contemporanei.

Ora che TITO ci ha lasciati, l’incontro sarà dedicato alla
sua memoria.

TITO è stato un maestro limpido e generoso, con la sua
vita e le sue opere. Insostituibile.
Ci terrà compagnia il suo ricordo, con i suoi libri acuminati
e taglienti, con la sua sorridente ironia, e i suoi splendidi
ultimi doni, Mestri di mont, Figlio del secolo, Oltris.

Rimane con noi l’esempio e l’insegnamento, la profondità
umana di chi ha distillato l’amaro miele della sapienza
e della fragile grazia della poesia dai grandi libri e dalle grandi
opere dell’arte, ma insieme dallo specchio delle umili vite
e fraterne degli uomini più semplici e schietti.

Giovedì potremo dedicargli insieme un nostro pensiero e
ricordo, leggere e ascoltare brani dei suoi testi;
vedremo insieme il video che Leonardo Modonutto
ha dedicato a TITO e a OLTRIS.

Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.

Il Centro iniziative culturali Tarcento.

Per informazioni e adesioni:

lucio tollis
348 4690274
lucio.tollis@gmail.com

Giulia Bressan (tuttle.it) espone al Circolo Operaio di Frisanco


2009
12.13

Giaia Bressan - mostra

Gioia e Joe

“Il Quarto stato” di Pellizza da Volpedo


2009
12.10

Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293×545, Milano, Galleria d’Arte Moderna (Villa Belgiojoso Bonaparte, Museo dell’Ottocento)

quarto statoIl Quarto Stato fu dipinto da Pellizza tra il 1898 e il 1901 e venne acquistato per pubblica sottoscrizione dal Comune di Milano nel 1920; da allora fa parte delle Civiche Raccolte d’Arte (oggi Galleria d’Arte Moderna presso palazzo Belgiojoso Bonaparte in via Palestro). Pellizza decise il titolo con cui il quadro è universalmente noto poco prima di inviarlo alla Prima Quadriennale di Torino del 1902, in sostituzione del precedente Il cammino dei lavoratori, con una più consapevole scelta di classe, maturata a margine di letture socialiste e anche di una riflessione sulla Storia della rivoluzione francese di J. Jaurès, che in quegli anni usciva in edizione italiana economica e a dispense. Il soggetto è ispirato a uno sciopero di lavoratori, un tema che aveva interessato i pittori del realismo europeo alla fine dell’Ottocento (da Lo sciopero dei minatori di Alfred-Philippe Roll del 1884 a Sciopero di Plinio Nomellini del 1889, a Una sera di sciopero di Eugene Laermans del 1893).
Rispetto ai contemporanei il quadro di Pellizza rifiuta caratterizzazioni di eccitata protesta o di passiva rassegnazione, ma legando il tema iconografico dello sciopero con quello della sfilata che caratterizzava le celebrazioni della festa dei lavoratori, presenta una schiera di braccianti che avanza frontalmente, guidata in primo piano da tre persone in grandezza naturale: un uomo al centro affiancato, in posizione leggermente arretrata, da un secondo lavoratore più anziano e da una donna con un bimbo in braccio. La scena si svolge su una piazza illuminata dal sole chiusa sul fondo da folte macchie di vegetazione, che schermano anche le architetture esistenti, e da una porzione di cielo bluastro con striature rossastre iscritta in una cornice centinata. L’organizzazione dei personaggi fu lungamente studiata da Pellizza attraverso disegni preparatori a carboncino e gesso di grande suggestione compositiva e chiaroscurale: disegni singoli per i tre protagonisti, a gruppi per i personaggi in secondo piano, e di dettaglio per teste o mani delle ultime figure sul fondo.
Come i tre personaggi principali non si collocano su un’unica linea ma hanno un’impostazione leggermente a cuneo, così anche i personaggi in secondo piano sono solo apparentemente disposti a schiera, perché in realtà, come è ben evidenziato anche dalle loro ombre, si distribuiscono secondo una linea ondulata ribadita da un analogo comporsi del movimento delle mani nonché dal ritmo e dalla direzione delle loro teste. Questa soluzione contribuisce a evitare che il tutto appaia statico e greve, e a suggerire invece un movimento ritmico e continuo, che ben rappresenta ed evidenzia l’idea dell’avanzata. Anche le diverse condizioni di luce concorrono ad accentuare questa impressione di moto, perché mentre lo sfondo del cielo rappresenta un tramonto, le figure sono viste in una luce quasi meridiana: si accentua in tal modo l’idea dì un trascorrere del tempo e quindi di un collocarsi dell’episodio in uno spazio e in un tempo apparentemente unitari e contingenti, ma, in realtà, espressione di una dimensione più articolata e capace di alludere a un lampo e a una natura che diventano il simbolo di una storia e di valori più universali. In essi infatti si materializza l’avanzare inarrestabile di uomini e donne le cui connotazioni descrittive di età e di classe vengono rielaborate e riassorbite in forme nutrite di una profonda cultura pittorica che attinge ai modelli rinascimentali (Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Botticelli) lungamente studiati nei musei di Firenze, nelle Stanze e nei Palazzi Vaticani, e sulle fotografie Alinari, che di tali capolavori documentavano efficacemente forme, ritmi e articolazioni compositive. La volontà dell’autore di misurarsi al tempo stesso con la contemporaneità e con la storia si traduce non nella semplice riproposizione di un episodio contingente di uno sciopero o di una manifestazione di protesta, da cui pure aveva tratto fin dal 1891 la prima idea del quadro – in una ricerca che aveva prodotto il più oggettivamente naturalistico Ambasciatori della fame del 1892 e la interpretazione meno oggettiva e fortemente simbolista di Fiumana del 1895-96 -, ma nella ideazione di un quadro capace di esaltare l’oggettività delle forme e di simbolizzare tutto il cammino che la classe lavoratrice aveva fatto e si preparava a compiere, un cammino di affrancamento dall’abbrutimento della fatica verso una più umana consapevolezza del proprio valore e della propria forza, un percorso frutto di azione ma anche di pensiero.
Un simile elogio della contemporaneità non poteva essere realizzato se non con una tecnica capace di essere assolutamente moderna, e cioè scientificamente controllata nei passaggi costruttivi della figura ma anche nello studio degli accordi e dei contrasti delle luci a partire dalle basi offerte dalla fisica e dalla chimica ottocentesche. Il Quarto Stato è un’opera complessa, frutto di una tecnica cromatica matura ed efficace. Sulla grande tela, preparata a colla e gesso, Pellizza tracciò le linee di riferimento necessarie per costruire i numerosi personaggi su vari piani e la scena d’ambiente, utilizzando veline ricavate a penna sulla base di diversi cartoni a carboncino; intervenne poi col colore che usò puro, nella ricca gamma di toni messa a disposizione a fine Ottocento dalla casa parigina Lefranc, e che applicò a punti e lineette secondo le leggi del divisionismo, per rendere non solo effetti convincenti di luce ma anche di ariosità e di massa sia nel paesaggio sia nelle figure. Nel piano d’appoggio dominano tonalità ocra e rosate, che trovano il loro punto di massima accensione nel gilet rosso del personaggio in primo piano; nelle figure gli abiti sono realizzati con colori verdastri e giallo sulfurei, ottenuti con una ripetuta sovrapposizione dei vari pigmenti colorati, studiati nelle loro interferenze e nei loro timbri sulla base di cerchi cromatici del tipo elaborato da N.O. Rood (Modern Chromatics uscito a Londra nel 1879), capaci di determinare particolari intensità di toni sfruttando le leggi del contrasto e della complementarità. Anche la dimensione e la direzione delle pennellate contribuiscono a costruire le forme in modo tale da garantire a esse volume pur senza accentuarne la pesantezza o la robustezza. Analoga sapienza denotano le macchie di vegetazione che mediano con il loro controluce e la ricchezza de! fogliame tra la piena luminosità del primo piano e il corrusco tramonto di fondo. Proprio queste caratteristiche di serena oggettività, ma anche di forza e di sicura determinazione hanno contribuito a definire il valore simbolico dell’opera adottata come manifesto dai lavoratori e dalle loro associazioni fin dall’inizio della sua storia espositiva, all’origine di una lunga serie di usi e di riprese soprattutto nella seconda metà del Novecento.

[Testo di Aurora Scotti, tratto da Cento opere. Proposte di lettura, in Enciclopedia dell'arte, Milano (Garzanti) 2002]


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